Gennaio 29, 2024

Food & beverage: gli impianti Cimatech per le linee di riempimento

Le linee di riempimento sono impianti essenziali per il settore food & beverage: scopriamone le caratteristiche indispensabili per una produttività ottimale.
CIMATECH food and beverage

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Uno dei processi cruciali lungo la filiera produttiva del settore food & beverage è quello che riguarda le linee di riempimento: scopriamone le caratteristiche e quali sono gli elementi che possono fare la differenza nella logistica di settore.

 

L’imbottigliamento è una delle fasi più importanti nella produzione delle bevande, ma il processo completo prevede numerosi passaggi precedenti e successivi al riempimento: in questo articolo ne scopriremo le più importanti e vedremo quali macchinari sono coinvolti. Approfondiremo, inoltre, come questi strumenti si stanno evolvendo per rendere la produttività sempre migliore.

 

Il riempimento

Nella logistica del settore food & beverage, il riempimento è una delle fasi più delicate e si declina in maniera differente a seconda della sostanza da confezionare: bevanda gassata, bevanda non gassata, olio, liquori, ecc. Allo stesso tempo, questa operazione differisce significativamente se si riempiono bottiglie in pet, bottiglie in vetro, lattine, tetra-pack o altri contenitori.

 

A monte e a valle della pura e semplice operazione di riempimento, eseguita dalle macchine riempitrici o filler, c’è tutta una serie di impianti che completa le linee di riempimento, composte da diverse sezioni progettate per compiti operativi ben precisi.

 

Tra questi, i principali sono:

 

  • Nastri trasportatori, per lo spostamento dei contenitori;
  • Lavabottiglie, rinser e heater, per la pulizia dei contenitori;
  • Aggraffatrici, per sigillare i barattoli;
  • Etichettatrici, per apporre le etichette sui contenitori.

 

Queste linee, dunque, insieme al riempimento, eseguono fasi di movimentazione e confezionamento attraverso tecnologie sempre più evolute, per completare il ciclo produttivo nel modo più rapido e preciso possibile, come richiesto dalle esigenze di mercato.

 

Le evoluzioni del mercato food & beverage

La pandemia legata al Covid-19 ha costretto il settore food & beverage a una sofferenza, soprattutto durante il primo anno: con le attività HoReCa forzate alla chiusura, è calata soprattutto la richiesta di bevande e le aziende produttrici hanno accusato una flessione quasi del 5% tra 2019 e 2020. Nel 2021, però, con l’uscita dai vari lockdown, si è registrato un felice contraccolpo che ha portato l’industria del beverage a superare il 13% di crescita nei ricavi, trainato da un aumento di quasi il 20% dei volumi richiesti da ristoranti, bar e attività alberghiere.

 

Tutto ciò si è tradotto, per le imprese che producono le linee di riempimento, in una incoraggiante ripresa produttiva ma anche nella necessità di saper rispondere alle esigenze del mercato in maniera versatile e immediata ma altrettanto precisa. Richieste di efficienza alle quali si può rispondere solo con automazione e modularità.

 

Le linee di riempimento per il food & beverage, da sempre, sono improntate sui diversi formati dei contenitori per la vendita dei prodotti. Per le bevande, ad esempio, si spazia dalle lattine monodose da 25 centilitri, alle bottiglie in plastica da 50 centilitri, alle bottiglie in vetro da 1 e 2 litri.

 

Il settore, però, ha vari mercati con esigenze diverse tra loro: il consumatore domestico preferisce i grandi formati, l’HoReCa il monodose, la GDO ha richieste ancor più varie. Chi produce bevande e, di conseguenza, chi realizza gli impianti produttivi hanno sempre concepito le linee di riempimento con una progettualità basata su tempi e modi canonici di produzione. Quando, invece, eventi completamente imprevedibili – vedi quello pandemico – hanno dettato richieste urgenti di riconversione, gli impianti hanno iniziato ad essere doverosamente flessibili e modificabili in tempi molto ristretti.

 

Tornando al periodo dell’emergenza Covid, i flussi del mercato beverage hanno subito una frenetica riconfigurazione, con lo stop delle richieste provenienti dall’HoReCa e un aumento di quelle della GDO per l’utenza domestica, seguito da un boom del monodose – imposto dalle nuove norme sanitarie – anche per prodotti che prima ne richiedevano quantità minime.

 

La stessa frenetica riconfigurazione è toccata agli impianti di riempimento, molto più nelle fasi di etichettatura, tappatura, movimentazione e confezionamento che per il semplice riempimento dei liquidi. Solo chi è stato capace di rispondere prontamente con modularità ed efficienza è sopravvissuto.

 

Dall’automazione alla modularità

L’automazione è alla base di ogni linea di riempimento che si possa ritenere efficiente: sono le componenti meccaniche automatiche, ancor di più con la digitalizzazione, a garantire precisione e velocità nella produzione secondo gli standard qualitativi moderni.

 

Sensori, interruttori smart, servomotori, bracci robotizzati, diagnostica predittiva, perfino l’intelligenza artificiale può concorrere alla sincronizzazione delle tante componentistiche presenti in una linea di riempimento per il food & beverage, contribuendo alla precisione e alla rapidità di esecuzione alla base dell’intero processo, oltre che ad evitare dei fermi che si traducono in perdite economiche.

 

Se l’automazione, quindi, è la base, la flessibilità è diventata l’attuale must nelle linee di riempimento, al quale si può rispondere soltanto con la modularità degli impianti. Risulta antieconomico mantenere un’intera linea dedicata a ogni singolo formato, per cui è ormai consuetudine consolidata la progettazione di linee di riempimento adattabili alle varie misure di bottiglie o lattine.

 

Quando, però, la rimodulazione deve essere compiuta in maniera pressoché istantanea, dover attendere lungo tempo per la modulazione di un impianto può risultare fatale per un produttore di bevande o alimenti. Nella crisi del mercato a cavallo del 2020, ad esempio, chi ha tenuto le macchine ferme, sopportando oltre ai costi della crisi quelli di mantenimento, ha subito perdite economiche importanti. Chi, inoltre, ha avuto lenti tempi di reazione alla cosiddetta resilienza, si è visto sorpassato dalla concorrenza ben più veloce.

 

Se il rimbalzo di mercato fa felice il settore, è diventato altrettanto imperativo dover ridurre i costi in generale e i tempi della modularità, imponendo a chi produce linee di riempimento un’architettura modulare alla base di qualsiasi impianto. Ciò per permettere ai responsabili degli impianti di riconfigurare le linee di riempimento in tempi brevi a seconda dei differenti formati richiesti dalla produzione, minimizzando di conseguenza i costi.

 

Le linee di riempimento modulari e integrabili di Cimatech

Questa impostazione si rende possibile solo grazie alla produzione di componenti per linee di riempimento modulari, facili da configurare e riconfigurare e integrabili in linee già esistenti.

 

Cimatech, ad esempio, realizza linee di riempimento per il food & beverage, per la movimentazione, la pulizia e la graffatura, sia per linee di prodotto pieno che di vuoto. Con un know-how e un’operatività di oltre quarant’anni, il team engineering Cimatech progetta e allestisce layout per l’handling dei prodotti con soluzioni tecnologiche avanzate, automazione innovativa e componenti a basso impatto energetico.

 

La perfetta integrazione delle macchine in linee preesistenti rappresenta la reale modularità degli impianti forniti da Cimatech: sistemi personalizzati che aumentano l’efficienza della linea di produzione, riducono i costi di manutenzione e soddisfano le esigenze di numerosi settori industriali.

 

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